Testuggine di bell

Kinixys belliana

Tassonomia

Regno: Animalia

Phylum: Cordata

Classe: Reptilia

Ordine: Testudines

Sottordine: Cryptodira

Superfamiglia: Testudinoidea

Famiglia: Testudinidae

Genere: Kinixys

Specie: Kinixys belliana

Sottospecie: Kinixys belliana belliana

Kinixys belliana nogueyi

Origini ed Habitat

È diffusa dal Senegal al Camerun, nella Repubblica Centrafricana, nello Zaire, in

Kenya, Etiopia, Somalia, Tanzania, Zululand.

Vive soprattutto nella savana, in steppe e pianure erbose caratterizzate da un

clima secco alternato a stagioni piovose.

Caratteristiche

Kinixys belliana può arrivare a misurare 20-22 cm di lunghezza.

Il carapace si presenta allungato e bombato; ha una colorazione che varia da

soggetto a soggetto, ma di solito il carapace è marrone chiaro con tracce di nero

nei bordi degli scuti.

Il colore del piastrone varia da ssp. a ssp.; generalmente si presenta di color

uniforme giallo paglia con delle macchie irregolari scure. Ha una cerniera

parzialmente funzionante.

Dimorfismo e riproduzione

I maschi hanno la coda più lunga e larga alla base rispetto alla femmina e

presentano un piastrone piuttosto concavo. Le femmine hanno invece la coda più

corta e sottile ed il piastrone è piatto. In cattività l’accoppiamento e la deposizione

possono avvenire anche in terrario. Le femmine scavano una piccola buca per

deporre da 1 a 5 uova facendo 2–3 covate all’anno. Le uova si schiuderanno dopo

circa 90-110 giorni ad una temperatura d’incubazione di 30-31°C ed un’umidità

compresa tra il 75 l’ 80%.

Allevamento

Anche se l’areale di provenienza permette un breve periodo di letargo, in cattività

è consigliato non far effettuare l’ibernazione; pertanto l’allevamento di questa

specie nella stagione fredda deve essere effettuato in terrario. La sistemazione

deve essere costantemente irradiata da lampade riscaldati che permettano di

avere una temperatura variabile ma compresa tra i 24 e 28°C. con un gradiente

termico notturno che scenda fino a 18°C; si deve inoltre adoperare un neon a

raggi UVA-UVB a 7%. La struttura deve essere molto spaziosa, ricca di

nascondigli e più naturale possibile, riproducendo un ambiente caldo ma nello

stesso tempo umido (70-90% di umidità).

Il sub-strato può essere costituito da torba, corteccia e terriccio umidificati

periodicamente.

È fondamentale che si utilizzi un sottovaso per l’idratazione e per eventuali bagni.

Nelle giornate estive questa tartaruga può essere trasferita all’aperto. L’ambiente

ideale sarebbe un’ampia zona ben recintata di giardino, esposta al sole, ma ricca

di vegetazione, ripari, nascondigli e zone d’ombra. Per creare la recinzione si

possono utilizzare svariati materiali quali travi di legno, mattoni di tufo, reti

metalliche, muri di cinta, ecc. È importante ricordare che la recinzione deve essere

alta più del doppio dell’animale; inoltre è consigliato utilizzare una rete metallica

interrata di almeno 20 cm alla base della recinzione per evitare che le tartarughe

si diano alla fuga scavando nel substrato.

Alimentazione

Specie onnivora, ma in cattività è essenziale offrire prevalentemente cibi di origine

vegetale.

Possiamo somministrare: erbe di campo, cicorie, radicchio, scarola, indivia, riccia.

È opportuno integrare la dieta fornendo almeno una volta al mese frutta e ortaggi

vari quali: carote, zucchine, funghi, finocchi e melanzane o ancora albicocche,

pere, mele, fragole, pesche, susine e fichi d’india, il tutto ben lavato sotto acqua

corrente.

Una volta alla settimana si può integrare la dieta con cibi di origine animale;

possiamo somministrare: larve, pupe e coleotteri di Tenebrio molitor o di

Zophobas, chiocciole, lumache e lombrichi. Dopo aver alimentato la tartaruga con

cibi animali, è consigliabile far fare un giorno di digiuno.