Tartaruga cinese dal guscio molle (Pelodiscus sinensis)

Origini ed Habitat

È presente nella parte centrale e meridionale della Cina, nel nord del Vietnam, in Corea, in Giappone e a Taiwan.

Vive nei fiumi, laghi, torrenti e canali con fondale sabbioso e fangoso e ricchi di vegetazione acquatica.

Caratteristiche

Tartarughe dal guscio molle di medie dimensioni, possono raggiungere i 25 cm di carapace, ma in cattività raramente superano i 20 cm le femmine e i 15/18cm i maschi. Presentano delle striature radiali attorno all'occhio che sembrano formare una sorta di stella e delle macchie che si estendono da sotto la bocca fino a quasi il carapace con una struttura a reticolo. Il piastrone è rossastro o arancione da baby, ma tende poi a schiarire fino a diventare rosato o biancastro con l'avanzare della crescita.

Dimorfismo e riproduzione

La maturità sessuale viene raggiunta attorno ai due anni per quanto riguarda i maschi, 4 o 5 per quanto riguarda le femmine. I maschi restano generalmente più piccoli, ma talvolta maschi e femmine possono avere le medesime dimensioni, dipende da individuo ad individuo. I maschi presentano coda molto ampia alla base e terminazione a punta che supera la parte finale del carapace con la cloaca posta quasi in punta alla stessa coda, mentre le femmine presentano una coda più modesta, che generalmente non esce al di fuori del bordo del carapace, e la cloaca molto ravvicinata al piastrone. Le femmine di pelodiscus si portano fuori dall'acqua per deporre dalle 10 alle 25 uova più volte all'anno. Tempi di incubazione di 2/3 mesi a temperature comprese tra i 25° e 30°.

Abitudini ed allevamento in cattività

Le pelodiscus sono animali prettamente acquatici, difficilmente vengono fuori dall'acqua a far basking, solo le femmine abbandonano l'acqua per le deposizioni anche se in natura spesso può accadere di vederle scaldarsi sulle rive dei fiumi o stagni. Vivono per lo più infossate nella sabbia dalla quale fanno spuntare solo il naso oppure sollevano il lungo collo per far fuoriuscire solo la punta del naso dall'acqua e respirare. È importantissimo non far mancare mai la sabbia sul fondale della vasca che dovrà ospitarle perché si insabbiano per alcuni motivi fondamentali: proteggersi da eventuali predatori, nascondersi e quindi restare tranquille, evitare inutili stress, poter cacciare indisturbate facendo scattare il collo e afferrando la preda. Insabbiarsi serve anche per combattere le micosi a cui questa specie è particolarmente sensibile. Sono abili nuotatrici e cacciatrici formidabili.

Fanno letargo alle nostre temperature restando infossate dai primi di novembre in genere fino a marzo. Il letargo è comunque sconsigliato per esemplari debilitati o in via di guarigione.

La sabbia sul fondale dovrà essere a granulometria inferiore ai 2 mm per non abradere il guscio e non lasciare interstizi tra un granello di sabbia e l'altro nei quali potrebbe annidarsi dello sporco; dovrà inoltre essere ad elevato peso specifico in modo che resti sempre compatta ed eviti il ristagno di liquami all'interno di essa. Per l'allevamento di baby è consigliabile un livello dell'acqua che possa consentire alla tartaruga di respirare allungando solo il collo e restando con il carapace sotto la sabbia, mentre con delle adulte si può abbondare con l'acqua. Si consiglia di usare 5 grammi di sale per litro di acqua per le baby fino ad uno o due anni di vita. La zona emersa non è fondamentale così come non lo sono i raggi uvb, ma è buona norma fornire ugualmente sia zona emersa sia impostare un neon uvb per irradiarla. Questa specie non ama molto le alte temperature: è molto attiva a temperature comprese tra i 16° e 24°, mentre tende a restare infossata a temperature superiori ai 24°. In estate ad esempio tende a restare nascosta durante le ore calde ed esce nelle ore notturne. È possibile allevarla tutto l'anno all'esterno in laghetto con profondità massima di almeno un metro, con pareti non ripide e un lato a gradoni per consentirle di scegliere in quale punto infossarsi; dovrà avere 30cm di fondale sabbioso o fangoso e molta vegetazione.

Alimentazione

Tartaruga principalmente carnivora, trae il suo apporto di vitamina D3 dalle prede vive o al limite freschissime. In natura riesce a cacciare alborelle, carassi, piccole carpe, piccole trote, pesci gatto, lombrichi, larve di insetti e insetti stessi, piccoli anfibi e le loro larve. In cattività si può riuscire ad abituarle a cibarsi anche di pellets e generalmente non disdegnano carni bianche (da dare con moderazione), gamberetti e pesci decongelati.

Tartarughe

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