Pernice sarda (Alectoris barbara)

La Pernice sarda ha 6 sottospecie:

Alectoris barbara barbara

Alectoris barbara koenigi

Alectoris barbara spatzi

Alectoris barbara duprezi

Alectoris barbara theresae

Alectoris barbara barbata

Aspetti morfologici

La pernice sarda somigliante nelle forme e nella colorazione generale alla coturnice e alla pernice rossa, si riconosce per il diverso disegno del collarino, bruno-ruggine macchiato di bianco, e per i lati del capo e la gola grigio-bluastri chiari. Come nelle specie affini, il becco e le zampe sono rossi, queste ultime dotate di sperone nel maschio. I sessi sono simili.

Distribuzione e habitat

una specie sedentaria diffusa con 4 sottospecie in Nordafrica e in Europa meridionale, dove stata introdotta con successo a Gibilterra, oltre che nelle isole Canarie. In Italia nidifica esclusivamente in Sardegna e nelle isole satelliti con una popolazione di 3000-10.000 coppie.

Alcuni autori ritengono che la specie abbia colonizzato la Sardegna nel tardo Miocene, altri che sia stata introdotta dall'uomo al tempo dei Romani.

Riproduzione

Nidifica in ambienti aperti secchi con cespugli e alberi sparsi, prediligendo quelli a macchia mediterranea bassa e discontinua su versanti pietrosi accidentati; localmente in steppe cespugliate, pascoli, seminativi e coltivazioni legnose, dal livello del mare fino a circa 1800 metri di quota.

Tra marzo e maggio depone di solito 10-14 uova color crema finemente macchiettate di bruno-rossastro, alla cui incubazione provvede la femmina per circa 25 giorni. I piccoli compiono i primi voli a 7-10 giorni di vita. Di solito viene deposta una covata annua. La pernice sarda si nutre di sostanze vegetali e animali che ricerca sul terreno. Di abitudini gregarie in autunno - inverno, emette richiami distintivi, alcuni dei quali ricordano quelli di un gallo domestico.

Status e conservazione

in diminuzione a causa delle trasformazioni ambientali e dell'uso di pesticidi.

Nomi regionali

Perdiga, perdighe, pranizza, perdija.