Marangone dal ciuffo (Phalacrocorax aristotelis).

Sistematica

Il Phalacrocorax aristotelis ha 3 sottospecie:

Phalacrocorax aristotelis aristotelis

Phalacrocorax aristotelis desmarestii

Phalacrocorax aristotelis riggenbachi

Phalacrocorax aristotelis è un uccello marino costiero, della famiglia delle Phalacrocoracidae, la stessa del cormorano, ma di dimensioni minori, con una lunghezza che raggiunge i 75 cm. Il becco è sottile ed allungato. Il corpo si presenta di un colore nero lucido. I giovani hanno il piumaggio ventrale biancastro. Le zampe sono palmate grigio-nerastre. Il ciuffo da cui la specie prende il nome è presente solamente in inverno durante il corteggiamento.

Distribuzione e habitat

Habitat ed Ecologia Specie tipicamente marittima che nidifica su piccole isole lungo le coste in zone ripide e irraggiungibili. Si osserva spesso negli scogli dove sosta generalmente con le ali aperte. I luoghi di pesca sono quasi sempre in corrispondenza di golfi e baie riparati, anche se talvolta può spingersi al largo. La deposizione delle uova può iniziare già a metà dicembre, sino a Maggio. Le uova, generalmente 3, si schiudono dopo circa un mese, ed i giovani si involano dopo quasi 2 mesi di permanenza presso il nido. Trascorsa la stagione riproduttiva si riuniscono in gruppi composti da centinaia e talvolta migliaia di individui alla ricerca di nuovi siti di alimentazione più favorevoli.

Distribuzione Il Marangone dal ciuffo è una specie politipica presente nel Mediterraneo e nel Mar Nero con la sottospecie meridionale (Phalacrocorax aristotelis desmarestii). In Italia si riproducono circa 2.000 coppie, distribuite principalmente in Sardegna nelle Pelagie (Lampedusa). Nell’Arcipelago Toscano è concento a Capraia (15-20 coppie dal 2005) e a Pianosa (3-4 coppie nel 1998 sono diventate 20 del 2005), nelle altre isole e isolette non dovrebbero essere presenti più di 10-15 coppie. In Sicilia, sulla costa ionica, nella zona compresa tra capo Scaletta e capo Alì, i marangoni stazionano nel periodo che va dalla metà di dicembre fino alla prima settimana di gennaio. Chi vuol fotografarli deve avvicinarsi con circospezione, mettendo nel conto la possibilità che inizialmente gli uccelli si rivelino timidi e ritrosi; dopo una mezzoretta, però, la loro confidenza con la presenza umana aumenta e fotografarli diventa più agevole. Ovviamente senza esagerare.

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