Istrice (Hystrix cristata) 

è un mammifero roditore della famiglia degli Istricidi. L'istrice viene spesso chiamato con il nome comune di porcospino; esiste però un uso improprio e colloquiale di questo nome per designare il riccio.

Distribuzione

Con numerose sottospecie (delle quali solo Hystrix cristata cristataHystrix cristata cuvieri ed Hystrix cristata occidanea sono ritenute valide) la specie è diffusa in Africa centro-settentrionale (a nord di Repubblica Democratica del Congo e Tanzania) ed in Italia, dove la specie (che alcuni ritengono introdotta in età romana, anche se attualmente appare più plausibile l'ipotesi di una popolazione autoctona, visto che sono stati ritrovati reperti fossili risalenti al Pleistocene vive dalle propaggini meridionali di Lombardia e Veneto verso sud, isola d'Elba e Sicilia comprese: manca nella penisola salentina e sembra più diffusa sul versante tirrenico del Paese. Pare che negli ultimi anni il suo areale si sia esteso, oltre che verso nord, anche verso nord-ovest, come emergerebbe dai presunti avvistamenti fatti in provincia di Savona: l'attendibilità di tali avvistamenti, tuttavia, è ancora lungi dall'essere verificata, così come paiono poco credibili le segnalazioni fatte nell'area balcanica. Più fondata invece sembrerebbe la proposta di classificare la popolazione siciliana di questi animali, attualmente ascritta alla sottospecie nominale, come sottospecie a sé stante.
La specie si adatta a colonizzare una varietà di habitat, dalla macchia mediterranea alle aree semidesertiche a quelle forestali: in Italia predilige le aree scarsamente o per nulla antropizzate con presenza di abbondante vegetazione.

Descrizione

Dimensioni

L'istrice ha una lunghezza media di 60-82 cm, possiede una coda lunga 8-17 cm e pesa dai 13 ai 27 kg.

Aspetto

Il pelo è setoloso e nerastro sul corpo, mentre la testa è di colore marroncino e sulla gola è presente una banda bianca a forma di mezzaluna. La testa è grande e dal muso arrotondato, con piccoli occhi neri ed altrettanto piccole orecchie e lunghe vibrisse.
Ciò che maggiormente caratterizza l'animale è la presenza sul dorso di una quantità di aculei, che altro non sono che peli modificati: essi sono lunghi una ventina di centimetri ciascuno sul dorso e fino a 35 cm sui fianchi, striati alternativamente di bianco e di nero, e grazie a muscoli piloerettori e pellicciai sono erettili. Sulla coda l'animale ha inoltre altri peli cavi a forma di calice, che utilizza a mo' di sonaglio per avvertire gli eventuali aggressori. Su testa e nuca, invece, l'animale non possiede aculei ma solo peli setolosi bianchi posti a mo' di cresta erettile, sicché un eventuale aggressore può facilmente venire ingannato quando l'animale rizza contemporaneamente peli ed aculei.

Abitudini

Si tratta di animali dalle abitudini principalmente notturne ed assai schivi, tanto che durante le notti di luna piena evitano con cura gli spiazzi aperti, dove potrebbero essere avvistati con facilità: durante il giorno riposano in spaccature delle rocce od in tane che scavano nel terreno grazie ai robusti unghioni delle zampe anteriori, oppure che ottengono occupando rifugi di altri animali, soprattutto di oritteropo. Durante l'inverno, se il clima è rigido, l'animale non esce dalla propria tana, tuttavia la specie non è solita andare in letargo.
Quando l'animale è spaventato od eccitato, drizza contemporaneamente gli aculei ed i peli della nuca, dando l'impressione di essere assai più grande e robusto di quanto in realtà non sia: essendo gli aculei attaccati piuttosto blandamente alla radice, un eventuale aggressore che li sfiorasse si ritroverebbe irrimediabilmente ridotto ad un puntaspilli. Se tuttavia l'aggressore insiste nei suoi propositi, l'istrice comincia a pestare rumorosamente i piedi sul terreno ed ad agitare la coda munita di aculei a sonaglio, infine se messo alle strette carica l'aggressore, con esiti spesso letali. L'aculeo ha infatti una struttura lievemente seghettata, che ne rende difficile e dolorosa l'estrazione, anzi per gli animali sprovvisti di pollice opponibile essa è addirittura impossibile, tanto che spesso sono costretti a spezzare gli aculei conficcati nella pelle, col possibile rischio di infezioni.
In Italia meridionale, a causa di tale facilità dell'animale nel perdere gli aculei, oltre al fatto che spesso questi cadono per essere rimpiazzati dai nuovi, è assai diffusa la credenza (peraltro errata) che l'istrice, qualora minacciato, sia in grado di lanciare i propri aculei a distanza.

Alimentazione

Si tratta di animali essenzialmente erbivori: si nutrono prevalentemente di tuberi e bulbi, che ottengono scavando nel terreno con le robuste zampe a colonna, ma non disdegnano di rosicchiare anche cortecce morbide, frutti caduti al suolo e, anche se assai sporadicamente, insetti. In prossimità di aree coltivate a patate o mais, spesso questi animali si danno nottetempo al saccheggio.
L'istrice è, inoltre, ghiottissimo d'uva, di cui fa scorpacciate riempiendosi la bocca coi grappoli più bassi o caduti ed in via di fermentazione e risucchiandone gli acini senza staccare il graspo dalla pianta.

Riproduzione

La stagione riproduttiva è limitata al periodo caldo, anche se esemplari in cattività possono riprodursi durante tutto l'arco dell'anno, mantenendo condizioni climatiche omogenee. Il ciclo estrale della femmina dura circa 35 giorni e la gestazione quattro mesi, al termine dei quali viene dato alla luce un unico cucciolo.
La specie forma coppie monogame: la femmina tollera la presenza del compagno, mentre mostra comportamenti aggressivi con maschi estranei. Il maschio monta la femmina solo dopo che questa si dimostra disponibile all'accoppiamento, ponendosi con gli aculei abbassati e la coda spostata di lato: a questo punto, il maschio si pone sulle zampe posteriori e la penetra continuamente, appoggiandosi solo leggermente al suo dorso con le zampe anteriori.
Nell'imminenza del parto, la femmina fodera la parte finale della tana con erba secca. Il cucciolo è estremamente precoce e poco dopo la nascita apre gli occhi e possiede già gli incisivi: il suo corpo è ricoperto di pelo, che forma cinque strisce bianche sul dorso, mentre gli aculei sono ancora morbidi. Ci vorrà una settimana prima che siano sufficientemente duri da permettere all'animale di utilizzarli come arma di difesa durante le sue uscite dal nido. Attorno al mese d'età, il cucciolo è perfettamente svezzato e perde il mantello giovanile, anche se la maturità sessuale viene raggiunta attorno ai due anni d'età.

In cattività, può vivere fino a 21 anni.

Nomi regionali

Lazio

spinosa

Puglia

porcospin

Sicilia

porcuspinu

Umbria

spinosa

 Mammiferi

Naturaearte