Ibis sacro (Threskiornis aethiopicus)

Uccello caratteristico, si presenta con un piumaggio uniformemente bianco (presentante alcuni riflessi verdi o bluastri, zampe, becco e coda nere. Si registrano alcuni casi di melanismo.

L'ibis sacro ha una taglia abbastanza grande: è lungo infatti sui 56-69 cm con un peso di 1-1,9 kg e un'apertura alare di 112-123 cm.

Come tutti i ciconiformi, vola con le ali aperte e le zampe slanciate (in modo particolarmente simile alla cicogna bianca) e, proprio osservandolo durante questo movimento, si può notare il sottoala, di un bianco meno chiaro rispetto a quello del piumaggio.

Habitat e distribuzione

L'ibis sacro frequenta una grande varietà di ambienti: di preferenza, si trova in paludi, fiumi e acquitrini, ma si spinge anche fino ai margini delle città e alle coste marine .

Ibis sacro in volo

Ha una distribuzione abbastanza ampia: essa abbraccia tutto il continente africano a sud del Deserto del Sahara (escludendo tuttavia le altre aree desertiche) e parte del Medio Oriente (fino all'Iraq), regione dove, come già riferiva Gould, è abbondante. Si riscontra vicino ai grandi fiumi, come il Nilo, il Niger, il Tigri e l'Eufrate

Storicamente diffuso in Egitto (era sacro al tempo dei Faraoni), dal XIX secolo è totalmente scomparso da quella zona, a causa della caccia che gli è stata data, anche se a volte qualche individuo è trovato nel delta del Nilo.

In tempi recenti, l'ibis sacro è stato introdotto anche in altri luoghi, tra cui la Francia, l'Italia (nel sud, Sicilia compresa, anche se si rinviene in alcuni luoghi del nord, come il Parco naturale delle Lame del Sesia, presso Vercelli, ove pare essere arrivato spontaneamente), la Spagna e la Florida, dove è presente in buona quantità.

La popolazione degli ibis è calcolata in centinaia di migliaia di individui, il che, insieme alle grandi capacità di adattamento di questa specie, la pone molto lungi dall'essere in via di estinzione.

Tassonomicamente, non è diviso in alcuna sottospecie.

Abitudini di vita

Come gli altri rappresentanti del genere Threskiornis, a dispetto degli altri ibis, è prevalentemente una specie diurna, attiva da poco dopo l'alba sino al tramonto.

Si riunisce in grandi gruppi, che possono superare le 100 unità, ma che durante il periodo dell'accoppiamento toccano i 4-500 esemplari.

Ibis sacro ripreso in Kenya.

Nonostante a volte mangi semi o alghe, l'ibis sacro è prevalentemente carnivoro: caccia, prevalentemente in acqua pesci, invertebrati, serpentelli e batraci, non disdegnando nemmeno le carogne. La sua tecnica è piuttosto semplice: fissata la preda prescelta, l'ibis la segue con lo sguardo e, alla prima occasione propizia, la afferra con una beccata precisa, ingoiandola intera.

L'ibis sacro è stato anche osservato intento a ghermire i giovani coccodrilli appena nati o persino le uova e i piccoli delle tartarughe marine, nel momento della schiusa, sulle spiagge africane.

La riproduzione avviene in estate, tra giugno ed agosto: gli ibis sacri si riuniscono nei succitati grandi gruppi e i maschi si formano un harem di femmine, tentando pure di sottrarle ai rivali, sfidandoli in incruente lotte, formate da gonfiamenti del petto e gorgheggi striduli col solo scopo di intimorire l'avversario.

L'ovodeposizione consiste in 1-5 uova (nella maggior parte dei casi 2 o 3), covate esclusivamente della femmina, che si occupa anche di nutrire i pulcini. I giovani ibis sacri si rendono indipendenti a 4-5 settimane di vita, e a 20 sono in grado di riprodursi. Possono vivere sino a 18 anni.

Aironi e specie affini

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