Didascalia N°1

 

Grandule (Pterocles alchata) cm 33. Abbastanza comune nelle steppe e in altre regioni pianeggianti semidesertiche. Raro al di fuori del suo habitat naturale. I1 suo abito è più chiaro di quello della Ganga e del Sirratte e sul petto ha una fascia marrone bordala di nero. Le timoniere cen­trali della coda sono lunghe. E la più piccola delle specie nostrane appartenenti a questa famiglia. In volo si distingue facilmente dalla Ganga e dal Sirratte per una caratteristica fascia bianca sulle ali. La femmina non ha la gola nera come il maschio. Generalmente lo si vede in stormi più numerosi di quelli della Ganga. Durante il suo volo veloce, spesso emette un gracidante « catar-catar >>.

 

Didascalia N°2

Sistematica

Ordine: Pterocliformi (Pterocliformes)
Famiglia: Pteroclidi (Pteroclidae)
Sottospecie italiane:
- Pterocles alchata alchata (Linnaeus, 1766)
- Pterocles alchata caudacutus (S. G. Gmelin, 1774)

Geonemia

Specie mediterraneo-turanica, nidificante in Europa solo nella Penisola Iberica e nella Crau (Francia meridionale). In Nord Africa è presente in maniera relativamente continua su una fascia che va dal Marocco centrale alla Sirte. Quest’ultima zona, come pure il Medio Oriente, sono occupati dalla sottospeciecaudacutus, mentre alchata occupa la parte europea dell’areale. Malgrado la relativa vicinanza della zona della Crau, è certamente a caudacutus che si riferiscono la maggior parte delle segnalazioni italiane, comprese le più occidentali (Liguria, Sardegna). La sottospecie nominale viene riportata per l’Italia da Arrigoni degli Oddi e da Di Carlo.

Origine e consistenza delle popolazioni italiane

È impossibile formulare una stima nazionale della popolazione stante l’accidentalità delle comparse. La popolazione francese ammonta a circa 170 coppie, quella iberica ad alcune migliaia. Non esistono individui inanellati ricatturati in Italia. L’origine degli esemplari osservati nel nostro Paese pare comunque dover essere ricercata nelle porzioni nord-africana e medio-orientale dell’areale.

Fenologia stagionale

Specie ad abitudini sedentarie o nomadiche, migratrice solo in Medio Oriente. Accidentale in Italia, segnalata con certezza nel passato in 6 occasioni: Siracusa, maggio 1859; 4 esemplari, Livorno, 1863; Prati del Merlaschio, Faenza, agosto 1879 o agosto 1885; 7 esemplari, Scogliera della Lanterna, Genova, primavera 1894; Sassuolo, Modena, settembre 1904; tra Stintino e Porto Torres, Sassari, ottobre 1906. La cattura di Siracusa, ritenuta valida da Giglioli e Arrigoni degli Oddi, è stata apparentemente trascurata nelle recenti check-list.

Habitat

La specie è tipica di steppe aride su suoli pianeggianti, distese di fango asciutto e dune sabbiose. Richiede comunque la disponibilità di punti di abbeverata. Le catture italiane sono avvenute in zone costiere od in zone agricole dell’entroterra.

Conservazione

Specie con uno status di conservazione sfavorevole in Europa (SPEC 3: in pericolo). In diminuzione sia sull’areale europeo che in Nord Africa (Tunisia) per effetto di trasformazioni ambientali (irrigazione e coltivazione degli ambienti tipici) e prelievo venatorio. La diminuzione della popolazione tunisina potrebbe ipoteticamente motivare la mancanza di segnalazioni recenti in Italia.