Actias selene

Provenienza: Asia sud-orientale (talora più a nord, fino in Cina), con varie sottospecie.

Apertura alare: 100-150 mm

Periodo di volo: nel suo areale ha praticamente generazioni continue senza diapausa invernale e con periodo di ninfosi che dura 3 settimane. In allevamento può essere indotto a svernare come crisalide (sia tramite abbassamento di temperatura sia dalla diminuzione delle ore di luce giornaliere durante l'allevamento dei bruchi) ed essere tenuto a temperature moderatamente basse (10 gradi).

Piante nutrici del bruco: rododendro, Hibiscus, noce, alcune Rosacee da frutto (es. albicocco, ciliegio), quercia, salice; si può tentare anche con ligustro e altre piante ma con meno possibilità di successo.

Stadio di svernamento: può svernare come crisalide se si tengono i bozzoli a bassa temperatura ma non troppo (12-15 gradi); se però è tenuta a temperatura d'appartamento anche d'inverno, la crisalide si sviluppa normalmente e nell'arco di 3 settimane avviene lo sfarfallamento.

Allevamento: i bruchi si allevano facilmente e diventano molto grandi (8-10 cm); il rododendro è la pianta preferita ed, essendo sempreverde, ideale in caso di allevamenti invernali.

Riproduzione: i maschi sono un po’ più piccoli delle femmine, hanno le ali superiori più falcate e le antenne più ampiamente bi pettinate, oltre a un addome più snello. L'accoppiamento avviene nelle ore serali, dopo le 20.30-21 e spesso prima di mezzanotte; spesso dura solo poche ore per cui è possibile non accorgersi del loro accoppiamento, salvo controllare a tarda sera gli esemplari ogni tanto; può essere usata una gabbia di media grandezza (io uso una gabbia cilindrica di 40 cm di diametro dove metto fino a 6 maschi con una femmina, allontanando gli altri appena uno di loro vi si accoppia); la gabbia deve avere possibilmente pareti in tulle molto morbido anche su tetto e fondo, dato che i maschi hanno un volo piuttosto nervoso e si spezzano molto facilmente le code alari. Una femmina secondo le dimensioni depone da 100 a 300 uova.

Note: specie molto bella e consigliabile a chi comincia le prime esperienze di allevamento dei Saturnidi. Lo sfarfallamento è piuttosto lento rispetto ad altre specie di Saturnidi, dato che l'animale deve distendere anche le lunghe code alari.